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Paragrafo   4   .   Dal  mutamento  degli  equilibri   politici   alla

liberalizzazione del regime imperiale.

     
Il  tentativo  di  affermare  l'egemonia  francese  in  Europa  spinse
Napoleone  terzo  ad  affiancarsi  al  Piemonte  nella  guerra  contro
l'Austria  nel 1859. Il suo obiettivo era quello di imporre all'Italia
la   supremazia  francese  al  posto  di  quella  austriaca.  Le   sue
aspettative, per, andarono deluse: la guerra, conclusasi con

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la  sconfitta  dell'Austria, consent al Piemonte di  annettersi  gran
parte  dell'Italia  centro-settentrionale,  compreso  quasi  tutto  il
territorio dello stato della Chiesa. Il duro colpo inflitto al  potere
temporale  del  papa fece perdere a Napoleone terzo  il  sostegno  dei
cattolici e delle gerarchie ecclesiastiche.
     La  liberalizzazione degli scambi, cui si accompagn,  nel  1860,
la  sottoscrizione  di  un  trattato  commerciale  con  l'Inghilterra,
procur vantaggi all'agricoltura ed alle attivit di trasformazione ad
essa collegate, ma fu osteggiata da gran parte degli industriali,  che
si trovavano costretti ad affrontare la concorrenza internazionale.
     Per  compensare  la  perdita del sostegno dei cattolici  e  della
borghesia  imprenditoriale, Napoleone terzo cerc  di  guadagnarsi  il
consenso   dell'opposizione   liberale  e   repubblicana,   attraverso
l'adozione  di  una serie di riforme, che concedevano  una  pi  ampia
partecipazione   politica.   Il   conseguente   rafforzamento    delle
opposizioni  spinse  l'imperatore ad emanare  altri  provvedimenti  di
orientamento  liberale,  quali  la  riorganizzazione  in  senso  laico
dell'istruzione  universitaria  e, nel  1864,  il  riconoscimento  del
diritto di associazione sindacale e di sciopero. Gli operai, comunque,
sempre  pi  influenzati  dal  socialismo  marxista,  continuarono  ad
osteggiare l'impero.
     La   difficile  situazione  interna  era  compensata  da  un  pi
favorevole  andamento  della  politica estera.  La  Francia,  infatti,
sembrava  essere  effettivamente in  grado  di  esercitare  una  certa
egemonia  sul  continente europeo, anche perch  l'Inghilterra  mirava
soprattutto a consolidare il proprio impero coloniale e il  predominio
sugli oceani, mentre la Russia, l'Austria e la Prussia erano impegnate
a  risolvere  i  loro problemi politici interni. La Francia,  inoltre,
continuava  l'espansione in Africa, con l'occupazione del Senegal,  in
Estremo Oriente, con la conquista della Cocincina (Vietnam del Sud), e
nel  Medio  Oriente,  con l'inizio dei lavori per la  costruzione  del
canale di Suez e con l'occupazione della Siria.
     Sulla   scia  di  questi  positivi  esiti  in  politica   estera,
Napoleone  terzo  cerc di estendere l'influenza  francese  sul  piano
internazionale, tentando di realizzare in Messico una monarchia  sotto
il controllo della Francia.
     Il  Messico  aveva attraversato un lungo periodo  di  instabilit
politica  e  di guerra civile tra le forze liberali, appoggiate  dagli
Stati    Uniti,    e   quelle   cattolico-conservatrici,    appoggiate
finanziariamente dalle banche europee, soprattutto francesi. Nel  1860
la guerra civile si era conclusa con la vittoria dei liberali, guidati
da  Benito  Jurez.  A  questo le banche europee  chiesero  allora  la
restituzione  del denaro prestato al precedente governo  conservatore.
Al  rifiuto  di  Jurez,  Spagna, Francia e Inghilterra  inviarono  le
proprie  flotte.  Gli spagnoli e gli inglesi raggiunsero  un  accordo.
Napoleone  terzo invece, approfittando del fatto che gli  Stati  Uniti
non erano in grado di intervenire in quanto impegnati nella guerra  di
secessione,  invi altre truppe ad occupare gran parte  del  paese  ed
insedi come imperatore del Messico l'arciduca Massimiliano d'Asburgo,
fratello  dell'imperatore d'Austria Francesco Giuseppe. Egli intendeva
cos  stabilire  pi  solidi  legami con l'Austria,  far  crescere  il
proprio   prestigio  presso  l'opinione  pubblica   francese   e,   in
particolare, recuperare il consenso della Chiesa e dei cattolici.
     Benito  Jurez,  sostenuto dall'aiuto diplomatico  e  finanziario
degli  Stati Uniti, organizz una decisa resistenza, che provoc gravi
difficolt alle truppe francesi. Quando gli Stati Uniti, terminata  la
guerra di secessione, intimarono
     
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     alla  Francia di ritirarsi dal Messico, Napoleone terzo abbandon
l'impresa.  Massimiliano d'Asburgo cerc di resistere da solo,  ma  fu
sconfitto dalle truppe di Jurez e da questo fatto fucilare nel giugno
del 1867.
     L'esito  disastroso  dell'impresa messicana and  ad  aggiungersi
agli altri gravi insuccessi, che stavano nel frattempo caratterizzando
la  politica  estera  di  Napoleone  terzo.  Fallimentare  fu  il  suo
tentativo  di  opporsi all'avanzata della Prussia,  che,  guidata  dal
cancelliere Otto von Bismarck, aveva sconfitto l'Austria e imposto  la
propria  supremazia  sugli stati settentrionali  della  Confederazione
germanica.  La minaccia di un intervento militare francese  ebbe  solo
l'effetto  di  consentire  al Bismarck di far  leva  sul  nazionalismo
tedesco in funzione antifrancese e di consolidare l'egemonia prussiana
sulla Confederazione germanica. Esito negativo ebbe anche il tentativo
di  ottenere  i  compensi territoriali, promessi  dalla  Prussia  alla
Francia in cambio della sua neutralit nel conflitto austro-prussiano;
il  Bismarck prima si rifiut di cedere i territori della  Baviera  ad
ovest del Reno e poi si oppose all'espansione francese nel Lussemburgo
e   nel   Belgio,   alla   quale  era  decisamente   contraria   anche
l'Inghilterra.
     Per   uscire  dall'isolamento  in  cui  era  venuto  a  trovarsi,
Napoleone  terzo  cerc di stipulare un'alleanza con  l'Italia  e  con
l'Austria.  Anche questa manovra, per, and delusa, perch l'Austria,
assai  indebolita  dopo  la sconfitta subita dalla  Prussia,  non  era
disposta  ad  assumere  nuovi impegni militari e  l'Italia  non  aveva
alcuna intenzione di intervenire a fianco della Francia, finch questa
le impediva l'annessione di Roma.
     Per  compensare  gli  insuccessi di  politica  estera,  Napoleone
terzo decise di attuare una serie di riforme, che gli procurassero  un
pi  ampio  consenso.  Nel 1867 concesse ai  deputati  il  diritto  di
interpellanza  sui  provvedimenti del governo, che  cominci  cos  ad
essere  in qualche misura sottoposto al controllo del parlamento.  Nel
1868 ampli ulteriormente la libert di stampa e di riunione.
     L'estensione    della   partecipazione   politica    favor    il
rafforzamento dell'opposizione repubblicana, guidata da Lon  Gambetta
(1838-1882).  Contemporaneamente, all'interno del partito bonapartista
si  verific  una  frattura  fra l'ala di orientamento  autoritario  e
quella   liberale,   favorevole   all'instaurazione   di   un   regime
parlamentare.
     Il successo conseguito alle elezioni del 1869 dai repubblicani  e
dai  bonapartisti  liberali spinse Napoleone terzo verso  un'ulteriore
liberalizzazione del sistema politico. Nel 1870 il governo fu affidato
al bonapartista liberale mile Ollivier. Fu quindi elaborata una nuova
costituzione,  con  la  quale venivano poste  le  basi  di  un  regime
parlamentare,  che,  nel  maggio  del  1870,  fu  sottoposta   ad   un
plebiscito.   La  netta  maggioranza  con  cui  fu  approvata   sembr
dimostrare  che, nonostante la crescita dell'opposizione  testimoniata
da  un  consistente  numero  di  voti contrari,  il  sistema  politico
imperiale,   che   cominciava   a  funzionare   come   una   monarchia
parlamentare, potesse ancora godere di una sufficiente stabilit.
